Costiera Amalfitana

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La Costiera Amalfitana si protende nel Mar tirreno per quarantadue vertiginosi chilometri incisi nelle pendici salernitane dei Monti Lattari. Nelle giornate più terse la si può abbracciare interamente con lo sguardo, ammirando le sue acque limpide con l’isolotto, dimora delle leggendarie fanciulle omeriche che ammaliavano i naviganti con la dolcezza del loro canto. Amalfi, Vietri sul Mare, Positano, Atrani sono solo alcune delle perle di questo scenario di grandissimo valore culturale e artistico. Ai tempi della Repubblica fondata nell’839, il territorio della Costiera Amalfitana andava da Cetara ai rilievi montuosi di Scala, Tramonti e Agerola, dal territorio stabiano con Lettere, Pimonte e Gragnano fino all’isola di Capri.

I suoi confini erano presidiati da castelli e fortificazioni i cui resti sono visibili in prossimità dei centri abitati, a mezza altezza fra il mare e i crinali dei monti. Lungo la costa, una serie di torri di avvistamento ricorda le incursioni dei corsari turchi. Oggi l’area del sito UNESCO comprende quindici comuni (Amalfi, Atrani, Cetara, Conca dei Marini, Corbara, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Sant’Egidio del Monte Albino, Scala, Tramonti, Vietri sul Mare), in un territorio le cui straordinarie peculiarità paesaggistiche e ambientali fanno da sfondo a testimonianze storico-artistiche che ne rappresentano l’identità delle origini: dalle ville romane di Minori e Positano del I secolo d.C. all’architettura pubblica e privata medievale, dai preziosi manufatti di oreficeria e artigianato custoditi dentro chiese e musei, alle meraviglie naturalistiche della Valle dei Mulini. Con le sue cupole maiolicate, insegna di un artigianato ceramico famoso nel mondo, Vietri sul Mare apre (o chiude, per chi venga da Sorrento) la serie dei paesi che compongono il territorio della Costiera. Sospesa fra cielo e mare, Ravello respira atmosfere d’altri tempi: con i tesori d’arte delle sue chiese millenarie, le visioni d’infinito di Villa Cimbrone, la magia di Villa Rufolo, già ammirata da Boccaccio, che la celebrò nel Decameron. Nella minuscola Atrani, incassata nella valle del Dragone, si svolgeva la cerimonia di investitura deidogi amalfitani, mentre sulla strada che da Amalfi si arrampica verso il “paese dipinto” di Furore, il borgo di Conca dei Marini è riconoscibile dalle volte a botte della bianca costruzione seicentesca adagiata su uno sperone di roccia. Infine, Amalfi, nella quale alla celebrità del Duomo, che fa da quinta al teatro della piazza, si contrappone la città araba, dai vicoli segreti, androni e porticati biancheggianti di calce. Un’architettura fantastica di loggette, scale e scalinatelle che si intersecano in un gioco di geometrie azzardate, intrecci di costruzioni che sembrano mantenersi sospese per caso e che fecero dire all’architetto urbanista svizzero Le Corbusier: “Non è possibile, ma esiste”.

Criteri di ammissione UNESCO della Costiera Amalfitana

Il Comitato del Patrimonio Mondiale ha deciso di inserire quest’area, ritenendo che la Costiera Amalfitana sia: “Un eccezionale esempio di paesaggio mediterraneo, con uno scenario di grandissimo valore culturale e naturale dovuto alle sue caratteristiche spettacolari ed alla sua evoluzione storica.”

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